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L’ombra di Euridice

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Dal 7 al 10 e dal 15 al 17 Giugno al Castello Ursino di Catania

andrà in scena lo spettacolo teatrale “L’Ombra di Euridice

«Quanti ricordano che Orfeo è stato un Argonauta? Per quali dei suoi viaggi è stato raccontato nei secoli?»

Mario Giorgio La Rosa.
Per essere esatti, nella tradizione mitologica, Orfeo non è un poeta, Orfeo è, egli stesso, la poesia. La
poesia che si fa uomo e scende tra gli uomini, e, dopo la sua morte, s’impossesserà degli uomini, facendo di
loro, poeti. Volendo invece soffermarsi sulla sua natura umana, Orfeo è un poeta. Come afferma l’autore,
non è la sua partecipazione all’impresa degli Argonauti il motivo per cui è conosciuto. Un altro è il viaggio
che lo vede protagonista e per cui è ricordato. Orfeo, salpa con gli Argonauti, armato solo della sua cetra.
Orfeo è il poeta che “parte alla guerra”. Come Ungaretti, che, circondato da morte e miseria, vegliando un
compagno morente sotto la luna, ha la forza di scrivere lettere piene d’amore, così Orfeo, perché la poesia
salva la vita…ma non la restituisce. È il viaggio per riportare dal Regno degli Inferi l’amata Euridice, la più
famosa delle sue imprese. Fu un’impresa fallimentare però. Si racconta che Orfeo, giunto quasi alla fine del
viaggio, si volta verso di lei, ed Euridice sparisce. La poesia può salvare la vita, ma non restituirla.
Questo spettacolo non vuole indagare sulle ragioni che hanno portato Orfeo a voltarsi, rendendo vana la
suafatica. Parafrasando Hugo Pratt, che, con il suo Corto Maltese, racconta di “altri Romei e di altre
Giuliette”,
questo spettacolo racconta di “altri Orfei e di altre Euridici”. Si racconta di un viaggio all’inferno, il viaggio di
chi, vedendo la persona amata spegnersi lentamente, un poco alla volta, non riesce né a trattenerla né a
farla andare via. Perché spesso andare è un sollievo al dolore … di chi va, non per chi resta.
Angelo D’Agosta

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L’Ombra di Euridice
di Mario Giorgio La Rosa
regia Angelo D’Agosta
con Liliana Randi, Filippo Brazzaventre, Angelo D’Agosta,
Giovanna Mangiù, Amalia Borsellino, Costanza Paternò
regista assistente Agnese Failla
Arrangiamenti corali e voce solista Costanza Paternò
Coreografie e movimenti scenici Amalia Borsellino
arrangiamenti e musiche Vincenzo Gangi
costumi Riccardo Cappello
luci Salvo Orlando
Realizzazione impianto scenico: Teatro Stabile di Catania
l’ immagine di copertina è di Mario Giorgio La Rosa
produzione Teatro Stabile di Catania
in collaborazione con il FAI

 

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