Racconta Catania – I balconi murati di Piazza Università

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Le Stanze del Delitto della Baronessa

Se prima degli anni Cinquanta vi foste trovati a passeggiare in via Etnea forse vi sareste accorti di un particolare un po’ tetro, che ha a che fare con Palazzo San Giuliano, in piazza Università.

Infatti, sul lato nord dell’ultimo piano di questo palazzo barocco, proprio all’angolo con via Euplio Reina, avreste potuto scorgere due balconi murati, additati dal popolo come i stanzi du ddilittu ra barunissa.

La storia della Baronessa

La baronessa in questione era Rosalia Petruso Grimaldi, baronessa di Pullicanni, donna bellissima: ebbe la sfortuna di sposarsi – ancora sedicenne – con don Orazio Paternò Castello, futuro principe di San Giuliano, con il quale andò a vivere proprio nel Palazzo San Giuliano. In pochi anni ebbero tre figli, ma l’amore passionale che li univa presto lasciò posto alla gelosia più morbosa che un uomo possa mai provare. Secondo le storie narrate di padre in figlio, la baronessa Rosalia si ritrovò segregata in casa, senza poter parlare con nessun uomo o donna esterna al palazzo e costretta a subire i violenti scatti d’ira del marito. Il 15 marzo del 1784, sette anni dopo le nozze, accadde la tragedia: in una violenta lite don Orazio pugnalò la moglie al petto uccidendola. La città fu in procinto di rivoltarsi, perché molto legata alla bella e dolce Rosalia. Tuttavia don Orazio, figlio di un potentissimo senatore, riuscì a farla franca e a far perdere le proprie tracce, pur essendo stato condannato a morte e bandito dal regno. Leggenda vuole che, molti anni dopo, il figlio di don Orazio e Rosalia decidesse di innalzare la volta del piano sottostante e murare i due balconi, perché nessuno potesse accedere alle stanze del delitto.

La volta fu di nuovo abbassata e i balconi riaperti negli anni Sessanta, quando il palazzo passò alla proprietà dell’Università di Catania. Nonostante la voglia di dimenticare l’accaduto, molti sentono ancora provenire da quelle stanze delle urla disperate, quelle di Rosalia in punto di morte.

Fonte

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