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Racconta Catania – Il Lago di Nicito

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La scomparsa del Lago di Nicito a Catania, distrutto dalla lava in poche ore

Sapevate che Catania si sviluppava attorno a un lago? Si pensa fosse un luogo incantevole, profondo 15 metri e ampio 6 chilometri, dove sorgevano ville dell’alta società e in cui avvenivano regate navali. In quanti, percorrendo la “via Lago di Nicito” si sono chiesti a cosa si riferisca questo toponimo?

Ricostruire la storia di questo affascinante luogo è oggi molto difficile, per l’assenza di dati certi sulla sua origine, la collocazione rispetto alla città e l’etimologia del nome. Ne abbiamo parlato con il dott. Antonino Mazzaglia, archeologo e ricercatore dell’Istituto per Beni Archeologici e Monumentali del CNR, che ha spiegato come, sebbene le fonti siano incerte, «vi è la certezza della sua esistenza, così come siamo certi che da esso derivassero i differenti rami del fiume Amenano che attraversava la città prima di giungere al mare nella zona dell’attuale piazza Duomo».

Secondo le fonti più antiche, di origine seicentesca, riassunte dal giornalista e scrittore Gaetano Zappalà sull’enciclopedia di Catania del 1987, il lago si formò dall’alterazione del corso del fiume Amenano con l’eruzione dell’Etna del 406 a.C. nei pressi di piazza Santa Maria di Gesù, ma l’opinione di Antonino Mazzaglia è che «potrebbe risalire all’età preistorica alla luce di rinvenimenti di materiale archeologico, databile almeno al Neolitico, rinvenuti in prossimità della sua presunta area di estensione». Il lago fu in parte ridimensionato durante un’eruzione del III secolo e completamente cancellato dall’eruzione del 1669, si dice in sole sei ore

Riguardo la topografia, l’architetto e geologo Carmelo Sciuto Patti nella sua Carta Idrografica della città di Catania (1877) grazie a carotaggi e osservazioni ha collocato il lago a sud della zona di Cibali. Una posizione che è stata rivista in Archeologia Subacquea. Studi, ricerche e documenti (2002) da Edoardo Tortorici, archeologo e docente di topografia antica all’università di Catania, che la colloca ancora più a sud, «per la depressione ‒ spiega ancora il dott. Mazzaglia ‒ ancora in parte visibile nell’area a sud di Piazza Montessori e piazza Arnaldo Fusinato», a cui si ricollega Francesco Tomasello, architetto e docente di rilievo ed analisi tecnica dei monumenti antichi, oggi in pensione.

Fonte

Immagine – Kircher Mundus Subterraneus, Etna – 1637

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